Consumatori e figli
I ragazzi sono considerati dagli esperti di marketing i consumatori
ideali, perché trascorrono molte ore davanti al televisore e quindi sono importanti fruitori di pubblicità; inoltre
tendono, più degli adulti, a subire il richiamo della moda e dei comportamenti di gruppo, e, proprio perché la loro
mente non è ancora intasata dai soliti problemi famigliari che tutti ben conosciamo, sono meno sensibili al rapporto
qualità prezzo. Ovviamente questi non sono difetti, ma semplicemente caratteristiche del comportamento giovanile
, il momento più bello della vita di ogni essere umano.
Ma proprio queste caratteristiche, che rendono i nostri figli e nipoti così unici e splendidi, sono anche il loro punto
debole.
In effetti i ragazzi sono i più importanti fruitori di musica, film, telefoni cellulari, elettronica di consumo e internet;
e a volte si mettono nei guai, perché non pensano con lucidità alle conseguenze a cui possono portare i loro atti.
Il caso più eclatante è il decreto Urbani, una legge impopolare e poco civile, che anche l'Unione Europea considera eccessivamente
severa, e che è il classico esempio di come, per salvare l'interesse di pochi si danneggiano molti.
Cosa dice in
sostanza questa legge? Che è vietato immettere in rete e/o scaricare da internet le opere coperte dal diritto
d'autore, e che chi lo fa sarà punito. Fin qui nulla da eccepire, il decreto infatti deve servire per combattere la
criminalità organizzata, che vende copie illegali di CD e DVD danneggiando veramente il commercio legittimo.
Questa normativa contiene però al suo interno alcune aberrazioni, per cui anche i nostri figli minorenni,
che scaricano da internet un brano musicale ogni tanto, per loro uso personale e non per trarne un guadagno
rivendendone le copie, potrebbero venire denunciati da una casa discografica (e di riflesso lo saremmo anche noi
genitori), ed essere trattati come criminali della peggiore specie.
A questo punto molti genitori si sono preoccupati, magari pensando a quante canzoni sono già state scaricate, ed alle
conseguenze per i ragazzi e la famiglia.
Bisogna tenere presente che il diritto penale non è retroattivo, quindi se i vostri figli hanno scaricato MP3 prima dell'entrata in vigore del decreto,
e cioè il 18 maggio 2004, saranno, alla peggio soggetti alla normativa precedente, molto meno pesante e
criminalizzante di quella odierna, ma attenzione, perchè il decreto punisce anche la detenzione e l'uso di questo
materiale, è chiaro che i finanzieri hanno altro da fare che andare in giro per le case di tutta Italia a rovistare
negli archivi di tutti i computer, ma ritengo che un genitore debba avere bene in mente queste norme.
In ogni caso è ovvio che nella situazione attuale i ragazzi devono astenersi dall'utilizzo dei programmi di scambio
musica e dal dawnload ed utilizzo di files protetti da copyright, altrimenti . . .
Facendo una breve riflessione su questo argomento certo viene spontaneo pensare che le case discografiche, che
hanno fatto tanta pressione per queste leggi inique, hanno una bella faccia tosta.
Pretendono cifre folli per vendere
CD che solitamente contengono una o al massimo due buone canzoni, mentre il resto è robaccia, e, soprattutto in
Italia, non accettano assolutamente di diminuire i prezzi, perché sanno bene che i nostri figli non sempre sanno
resistere e cedono al loro ricatto. Il mio consiglio è quello di indirizzare i ragazzi verso i siti a pagamento, dove con
cifre variabili tra 0,50 e 1 euro si possono trovare tutte le canzoni del mondo e le si possono scaricare e masterizzare
tranquillamente, pagando con una carta di credito, ovviamente del tipo prepagato per non cadere in ulteriori tranelli.
Un altro bell'esempio di serietà sono i loghi e le suonerie. Le mode prevedono che tutti i ragazzi, per essere trendy,
debbano avere un cellulare con curiosi disegni e trilli che riproducono i brani musicali più recenti. Non ci sarebbe
nulla di male, se non fosse che il costo di queste cretinate è altissimo, alcune aziende sono capaci di chiedere anche
3 euro per una di queste musichette ed il mercato è tanto redditizio che tutti vogliono venderci le suonerie. Tutto
sommato tre Euro non sono la fine del mondo, ma la richiesta di una suoneria comporta, molte volte, la
sottoscrizione implicita di un contrattino che addebiterà il cellulare di tre euro ogni settimana, propinando ogni
sabato una suoneria nuova. Per un po' di tempo questo sopruso era una vera e propria fregatura nascosta, dalla
quale, una volta caduti in trappola, non era più possibile uscire se non distruggendo la sim, con la conseguenza
di dover sottoscrivere un nuovo contratto telefonico con un numero diverso.
Ora le cose sono un po' migliorate, e se osservate attentamente la TV durante uno di questi spot, vedrete
che, ad alta voce, vi viene spiegato come, richiedendo una suoneria, si avrà la grande fortuna di riceverne poi in
automatico una nuova ogni settimana, ed intanto una scritta piccolissima in sovrimpressione spiega se ed in che modo
è possibile disdire questo diabolico servizio.
Certo non si può sempre dire no ai figli, ma si potrebbe spiegare loro che prima di richiedere una nuova
musichetta si dovrebbero attivare per capire se esiste la possibilità della disdetta immediata, in modo da non vedersi
prosciugato il credito in breve tempo. Vedrete che anche in questo caso, come spesso accade, loro saranno più svegli
di noi ormai vecchi over quaranta.
Un'ultima domanda per gli addetti ai lavori: i venditori di queste suonerie hanno pagato i diritti d'autore?
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