Il fenomeno sociale del consumerismo nasce negli Stati Uniti d'America alla fine del XIX° secolo,
ed è il frutto di una vasta protesta degli strati più poveri del proletariato americano, già allora vessato dai grandi monopolisti ed oligopolisti che
imponevano alti prezzi e qualità scadente sui generi di prima necessità.
Il successo delle proteste portò alla approvazione di leggi federali che imposero un livello minimo di genuinità negli alimenti e nei medicinali.
Si trattò però di un successo parziale, e la protesta, per gli stessi motivi, tornò ad imporsi prepotentemente negli anni della grande depressione.
Questa seconda ondata mise più chiaramente in luce i due principali fattori di debolezza delle masse dei lavoratori/consumatori (1):
- L'assoluta mancanza di informazioni sui prodotti, che impediva di effettuare scelte corrette e quindi di orientare l'offerta.
- La carenza di rappresentanza politica, che avrebbe potuto unire e canalizzare meglio le proteste ancora sparse e disunite.
La prima esperienza organizzata concernente il consumerismo ebbe origine proprio in quegli anni, e portò alla fondazione della rivista "Consumers
Research Bulletin", che pubblicava i risultati di test comparativi su prodotti di largo consumo. A questa iniziativa fece seguito la nascita di
"Consumers Union", un'associazione ancora oggi molto attiva negli Stati Uniti ed in Canada.
Solo nel secondo dopoguerra la cultura consumerista trovò terreno fertile in Europa. Negli anni cinquanta, ad esempio, il governo inglese ritenne
necessario dare ai consumatori la possibilità di esprimersi su materie che tradizionalmente erano riservate a produttori e commercianti (2), e
creò un apposito organismo amministrativo di protezione; e nella stessa direzione si mosse anche il governo danese; questa terza fase di crescita
della cultura consumerista, che ha finalmente traslato i suoi germi sulla sponda europea dell'Atlantico, ha anche goduto di una positiva opinione
ed attenzione da parte di politici e uomini di governo dei due continenti. Fu per primo il presidente J. F. Kennedy, nel 1962 (1), a dare una definizione
ufficiale dei diritti dei consumatori:
- sicurezza,
- informazione,
- opportunità di scelta,
- attenzione governativa.
Negli stessi anni, seguendo l'esempio di Danimarca e Regno Unito, anche gli altri paesi scandinavi, il Benelux, la Francia e la Germania riconobbero l'importanza
sociale del problema, ed istituirono i primi organismi amministrativi di controllo in favore dei consumatori,
che formarono il substrato per la nascita di successive e più ampie legislazioni
Solo nel 1975, la Comunità Europea, dopo un lungo dibattito interno, riordina in modo organico tutte le iniziative in materia di tutela del consumatore e precisa quali saranno gli
obiettivi del suo intervento:
- La protezione contro i rischi e per la salute del consumatore;
- La protezione degli interessi economici del consumatore;
- La predisposizione di consulenza e assistenza per il risarcimento dei danni;
- L'informazione e l'educazione del consumatore;
- La consultazione e la rappresentanza dei consumatori nella predisposizione delle decisioni che li riguardano;
Con il passare degli anni l'intervento comunitario si è fatto sempre più incalzante ed attivo, in particolare l'Atto Unico Europeo, entrato in vigore
l'1 luglio 1987 ha previsto che la Commissione CE, nelle sue proposte in materia di sanità, sicurezza, protezione dell'ambiente e dei consumatori "si basa su un livello di protezione elevato",
ed il trattato di Maastricht, entrato in vigore l'1/11/1993, che ha trasformato la Comunità Economica in Unione Europea , ha previsto un apposito titolo dedicato alla protezione del consumatore,
e ha attribuito all'Unione competenze specifiche in materia.
A partire dal 1990 la Commissione CE ha iniziato l'elaborazione di piani strategici ad ampio respiro, i cosiddetti "piani triennali", aventi lo scopo di incidere realmente sulle politiche degli
stati membri nei settori riguardanti la tutela dei consumatori, per giungere ad un effettivo ravvicinamento delle legislazioni.
Con queste azioni l'Unione Europea ha dimostrato di considerare la protezione del consumatore uno dei capisaldi necessari alla realizzazione del mercato interno, e agli atti politici sono poi
seguite svariate direttive, che hanno creato non pochi stravolgimenti
nei sistemi giuridici dei singoli paesi dell'Unione, tanto che anche il nostro Parlamento si è trovato costretto, suo malgrado, a riconoscere l'esistenza di questo fenomeno sociale, cui
aveva sempre negato asilo, prima mediante il recepimento obbligatorio delle direttive,
e poi con l'emanazione di una legge apposita il 30 luglio 1998.
Un elemento essenziale per lo sviluppo del Diritto dei consumatori è stata l'attività delle regioni, che, con quindici anni di anticipo rispetto al Parlamento, hanno riconosciuto l'importanza
delle associazioni per la difesa dei consumatori e della loro attività.
BIBLIOGRAFIA:
(1) - F. SILVA, A. CAVALIERE, I diritti del consumatore e l'efficienza economica, in La tutela del consumatore tra mercato e regolamentazione, a cura di F. SILVA, Roma 1996, p.12,15,16
(2) - G. ALPA, Il Diritto dei consumatori, Bari 1995, p. 12
Da consulatre anche:
V. Z. ZENCOVICH, Consumatore (tutela del), Enciclopedia Giuridica Italiana, p. 8
G. CHINE', Il consumatore, in Diritto privato europeo, a cura di N. LIPARI, Padova 1996
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